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#Oneday

Un giorno, less is more sarà uno stile di vita

16/01/2020

L'essenziale

Decrescita, deconsumo, frugalità... Tante nozioni che hanno sempre più adepti in tutto il mondo e che potrebbero essere riassunte in un'unica nozione: il minimalismo, il cui credo potrebbe essere possedere meno, ma possedere meglio.

E se possedere meno significasse vivere meglio? In ogni caso, è il metodo, addirittura una filosofia che sta sempre di più emergendo. Articoli di stampa, blog e persino serie TV... tutto oggi ci incoraggia ad alleggerirci, a sgombrare la nostra casa e la nostra esistenza, per (ri)trovare una serenità e una migliore qualità della vita. Una scelta che suona come la fine della società dei consumi?

"Tienilo solo se ti rende davvero felice".

#Oneday

È così che Marie Kondo propone di fare una selezione delle proprie cose. Già da qualche anno, la giapponese è ovunque: libri, trasmissioni televisive e ora anche negozio online; la grande sacerdotessa dell’organizzazione della casa si invita in tutte le case con un'unica parola d'ordine: sgombrare per vivere più felici. Più che un metodo, è un altro modo di vivere che va ben oltre un semplice bisogno di fare spazio. A lungo percepito come un valore forte, il possesso e ancora di più l’accumulo sono ormai messi in discussione.

Il minimalismo prende piede in casa.

#oneday

Per esserne convinti, basta sfogliare le riviste di arredamento: mobili, colore, allestimento... La tendenza è chiaramente al minimalismo. Dopo l'hygge danese, spazio ora al lagom. Uno stile di vita basato sull'equilibrio e sulla semplicità. Anche qui, si sgombra. Perché il segreto sta proprio lì: svuotare i nostri interni ci consentirebbe anche di svuotare la mente e di rifocalizzarci sull'essenziale, di vederci più chiaro e quindi di sbarazzarci di un fardello mentale che, col passare degli anni, è diventato più pesante. Meno mobili, meno cose sparse in giro significa meno manutenzione, meno faccende domestiche, meno tempo da trascorrere alla ricerca di un particolare oggetto... E quindi, più tempo per se stessi.

Conoscete i frugalisti?

Il tempo, appunto, è ciò che è anche al centro dell'approccio frugalista. Per i suoi seguaci, l'idea è quella di smettere di lavorare il prima possibile (a 40 anni circa, possibilmente) e di andare in pensione anticipatamente pur avendo un’indipendenza economica. Il loro credo: FIRE per Financial Independance, Retire Early (Indipendenza economica, pensione precoce). Una pratica sempre più popolare negli Stati Uniti, ma anche in Canada.

L'approccio implica due cose: costituirsi rapidamente un patrimonio da fare fruttare (investimenti immobiliari, borsa...), ma anche essere parsimoniosi giorno per giorno. Alcune famiglie non esitano quindi a sbarazzarsi il più possibile dei loro oggetti e a trasferirsi in abitazioni più piccole. È questa la fine della società dei consumi che conosciamo? Forse. Ma un’altra deve ancora essere inventata. Con dei beni più durevoli, riparabili e il cui valore d'uso avrà la precedenza sul valore di acquisto.